Grazie, graziella e grazie a sto… Hot End (PARTE 2)

Grazie, graziella e grazie a sto… Hot End (PARTE 2)

16 Aprile 2018 0 Di J

un V6?perché?

Prima bisogna capire il funzionamento dell’mk8 e capire perché il filo si inceppa.

L’mk8 è composto da :

1)Nozzle (generalmente in ottone)

2)HeatBlock (dove vengono avvitati sia il nozzle e la throat, è il componente dove viene installato il sensore di temperatura e la resistenza che scalda l’estrusore)

3)Throat (una “vite” forata che permette l’ingresso del filo dell’estrusore e lo porta nel nozzle, ha una parte in TEFLON che è la parte bianca della foto che va a contatto con il nozzle)

Tu non hai caldo?

Durante le stampe l’heatblock per ovvie ragioni si scalda; parte del calore va al nozzle e ci permette di stampare il nostro filamento  e parte di calore va… esatto, alla throat.

Il problema di fusione del tubo di teflon se si sta nelle temperature impostate da firmware ovvero 250° non si pone, poiché la  fusione del PTFE avviene a 327° e solo dopo i 250° comincia a perdere le sue capacità di antiaderenza e scorrevolezza superficiale.

Ma se il problema non è nel tubo di teflon dove si inceppa il filo?

Nel filo stesso!

E’ vero che fino a 250° siamo tranquilli per quanto riguarda il tubo di teflon ma possiamo dire la stessa cosa anche del suo contenuto? (il filamento che va ad alimentare il nozzle)

Il filamento di PLA fonde a temperature decisamente più basse (180°). Questo cosa implica?
Implica che se parte di calore va alla throat dopo non molto tempo avremmo non solo il nozzle alla temperatura di stampa ma anche la la throat.

Quindi una volta che la throat raggiunge una temperatura di 180° (probabile visto che i pezzi sopra vengono stampanti a più di 235°) abbiamo una parziale fusione del PLA già dentro il tubo di alimentazione di TEFLON.

Il filamento che perde lo stato di “filo solido” a causa della temperatura eccessiva raggiunta dalla throat diventa ingestibile, in particolar modo nel momento in cui si devono gestire delle retraction poiché non tireremo più indietro il filo ma lo allungheremo solamente visto che è  completamente fuso!

Questo come si traduce nelle stampe?

I pezzi non vengono molto influenzati finché la throat rimane sotto i 180°. Inoltre se il pezzo presenta poche retraction (tipo il cubo xyz) l’inconveniente molto probabilmente non sarà evidente. Per tutti gli altri abbiamo visto poco sopra cosa succede.

La Geeetech conscia del problema ha montato una ventolina per abbassare la temperatura delle throat ma così aperta e senza canalizzazione la dispersione del calore è minima.

Qui di seguito potete vedere una throat mk8 “fusa”.
E’ evidente il blocco di pla fuso in fondo alla throat vicino all’estrusore che ha formato un tappo  e il materiale che arrivava come filo solido da sopra parzialmente fuso anch’esso!

 

un V6?perchè?(parte2)

Con la pulce nell’orecchio torno a casa e comincio a documentarmi su questo famigerato V6.

Vado sul sito dell’E3D, ma non riesco a capire la differenza fra l’mk8 bowden attualmente montato sulla mia stampante e l’e3d V6.

Una cosa dopo essermi documentato mi pare chiara, tutte le nuove stampanti 3D prodotte successivamente  al 2015 hanno un estrusore simile al e3d V6. Inoltre quasi tutte le stampanti che non possono montarlo hanno una mod molto spesso sviluppata dalla comunità della stampante, che permette di montare questo specifico estrusore.

Penso:”Non può essere una moda, deve esserci una ragione di fondo”

Indagando ulteriormente mi imbatto in diverse fonti molto interessanti come ad esempio questo sito russo (grazie google translate), dove spiega le varie differenze fra gli estrusori originali e cinesi, o questi video (link1,link2,link3 ) ma quello che mi ha dato la chiave di lettura migliore è stato questo video in questo preciso momento

 

Una lunga ricerca una semplice soluzione : HEAT BREAKER!

La differenza sostanziale sta in questo pezzo.

Cosa differenzia quindi l’estrusore E3D v6 dal MK8? l’Heatbreaker,

Link alla wiki dell’immagine
Link dell’esploso a colori

L’Heatbreaker nella versione originale e non nei cloni cinesi è una mini gola completamente in acciaio lavorata già a misura del filamento (1.75mm) e trattata in modo che non si appiccichi il materiale durante la stampa: questo permette all’estrusore di raggiungere temperature importanti per stampare materiali esotici (PTFE in primis!)

Un altro vantaggio dell’heatbreaker è quello scarico di materiale presente fra l’heaterblock e il dissipatore lamellare, che gli permette per principi fisici noti di diminuire la superficie di scambio di calore oltre a diminuire l’inerzia termica, portando come svantaggio un indebolimento strutturale trascurabile.

Il componente si fissa in un grosso dissipatore , che a sua volta è raffreddato da una ventola che canalizza tutto il suo flusso d’aria su di sè,  tiene egregiamente la temperatura del tubo di teflon interno sotto i 50°.

Altre informazioni inerenti all’immagine della temperatura e dettagli potete trovarle in questo articolo

Quindi anche se esternamente non sembra molto diverso da un mk8, analizzandolo in dettaglio utilizza delle soluzioni semplici ma molto efficaci!

EUREKA!

Compresa l’enorme diversità tra i due estrusori, decido che 12€ si possono investire per verificare se questo prodotto è veramente eccezionale come sembra ( e vi garantisco vale tutti i soldi spesi).
Acquisto da Amazon l’accoppiata estrusore e estrusore? (l’altra parte dell’estrusore quella che spinge il filo attraverso l’estrusore vero e proprio)

lancio in stampa i porta estrusori e3dv6 per la mia stampante recuperabili da qui

e via in stampa!

I pezzi non sono il massimo ma fra poco vedremo se lo sforzo effettivamente vale l’impegno!

Finita la stampa procedo al montaggio

e con la stampa!

Successo!


D: alla fine l’ultimo pezzo è più scuro. A quanto lo hai stampato?

R: L’articolo cominciava a diventare lungo. Dopo aver montato l’estrusore nuovo ho lanciato questo test di stampa per sincerarmi di avere un risultato di stampa ottimale a una temperatura inferiore. Il risultato migliore era a 195°.

D:perché hai preso un E3d V6 clone e non un originale?

R: nella costruzione degli articoli una persona si prende spesso delle licenze “poetiche”. La realtà è simile a come è stata raccontata sopra ovvero tornato a casa dopo aver parlato con il mio collega ho cercato di comprare l’estrusore originale.  Visto il costo di 63£ che tradotto in euro sono circa 78€ (estrusore accessori e spese di spedizione) ho pensato che non valesse la pena equipaggiare una stampante cinese con un estrusore che costa 1/4 della stampante senza contare che la mia ne monta due.
Detto questo ho provato a comprare la replica cinese a scatola chiusa e devo dire non è affatto male. In futuro mi piacerebbe montare un estrusore originale e paragonarli!

D: ci sono diversi pezzi nelle foto come mai?

R: nella costruzione degli articoli una persona si prende spesso delle licenze “poetiche”, a volte anche delle licenze “temporali”.
Diciamo che rispetto all’articolo che sto scrivendo adesso, ho materiale per scriverne altri due. C’è uno sfasamento temporale di circa un mese. Ovviamente più tempo passo a sperimentare meno tempo passo a scrivere gli articoli e viceversa! (maledetto tempo risorsa scarsa!)

D:quindi hai fatto altre modifiche?

R:ci puoi giurare! 🙂